Itaca è il tema dell'edizione 2019


 Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos’altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare. (K. Kavafis)   Il tema scelto per la VII edizione di SetUp Contemporary Art Fair è Itaca Itaca è l'isola di Ulisse, il fine delle sue avventure, il motore dei suoi viaggi, l’isola dove Penelope ‘dal cuore di ferro’ lo attende, ma anche l’isola il cui cammino diventa meta.  SetUp da sette anni è l'isola che attrae i marinai dell'arte. Un porto dove artisti, galleristi, collezionisti e appassionati approdano mescolando lingue, culture e sogni, per costruire insieme la memoria del futuro, per immaginare il mondo che sarà, una casa in cui tutti siamo a casa.  SetUp è il sogno e l'ambizione di chi non ha paura ad attraversare il mare, a incontrare le persone che stanno dall'altra parte, a sfidare il rischio di sentirsi diversi, di naufragare su un barcone, di annegare per il desiderio di conoscere e viaggiare.  Alcune domande: Che senso ha navigare senza un porto da raggiungere? Che senso ha scappare senza poter sognare una casa a cui tornare? Che senso ha vivere senza essere curiosi di conoscere quello che c'è al di là del mare? Che senso ha tornare a casa dopo aver navigato per anni? Saremo sempre gli stessi dopo aver raggiunto Itaca o il viaggio ci avrà cambiato? Qualcuno ci aspetterà al nostro ritorno?  Dopo la trilogia dei precedenti anni ‘Orientamento’, ‘Equilibrio’ e ‘Attesa’, SetUp continua il suo percorso chiedendo agli espositori della VII edizione di presentare un progetto curatoriale in cui la visione del presente e del futuro sia un’indagine su Itaca. Le risposte saranno inevitabilmente poliedriche poiché non esiste un’interpretazione migliore delle altre. La forza e la bellezza di questo tema si basa sulla molteplicità delle esperienze e delle sensibilità personali. Ogni progetto curatoriale sarà un punto di vista prezioso per la costruzione della nostra Itaca, la casa di tutti.

Comitato Scientifico


Perché SetUp?

Quando è nata SetUp era una bella e florida bimbetta, che lasciava ben sperare per il futuro.

Oggi è una ragazza dinamica e piena di vita, amante delle novità, spigliata e aperta al futuro.

SetUp è cresciuta bene, ha avuto il coraggio e la forza di cambiare sede ma non carattere.

Sono molto orgogliosa di essere una sorta di zia di questa bella creatura, che aggiunge vivacità e interesse ai giorni dell'arte del gennaio d'oro di Bologna.

Lunga vita a SetUp!!!

Perché SetUp?

Diventato un punto di riferimento nel panorama dell’arte contemporanea, SetUp Contemporary Art Fair, giunta alla settima edizione, è un appuntamento imperdibile per artisti, curatori, galleristi e collezionisti.

Organizzata in modo impeccabile da un team di professionisti, è la fiera dei giovani artisti, che danno sfogo alla loro creatività e alla loro indiscussa abilità in una location d'eccezione.

Sin dalla prima edizione SetUp ha elaborato un programma sempre intensissimo, esclusivo e di grande richiamo ricreando un’esperienza ogni volta piacevole.

L'istituzione di premi a sostegno dei giovani talenti, gli eventi collaterali, le performance teatrali, i nuovi spazi dedicati alla sezione video/installazioni, trasformano il tradizionale ambiente espositivo in una festa contagiosa, un ritrovo accogliente, un luogo dove le culture si mescolano e la gente dialoga, un luogo cioè che ognuno sente un po’ suo, dove ognuno si sente come a "casa".

Alla domanda: Perché SetUp? rispondo perché è un'iniziativa diretta ad un pubblico contemporaneo, un contenitore di eventi di grande attrattiva e qualità che è cresciuto grazie agli sforzi di chi ha investito, di chi ha creduto, di chi ha condiviso diventando così una realtà inimitabile nel mondo dell'arte.

Camilla Previ e Giovanni Scarzella | Collezionisti e Membri Club GAMeC

Perché SetUp?

Setup perché è il luogo dove siamo sicuri di vedere fiorire il talento puro e spontaneo. Perché è il luogo dove ci si mette profondamente e intimamente in gioco, loro come protagonisti ma in un certo senso anche noi come spettatori. Sarà entusiasmante circondarsi di questa autentica linfa artistica; emozione accresciuta dal fatto che la nostra collezione è nata e partita dall'interesse per l'evoluzione dell'arte classica e dalla reintepretazione delle leggende antiche: aspettiamo con ansia di salpare verso il porto di Itaca!

La nostra collezione ideale

La nostra storia da collezionisti è partita casualmente con un grande colpo di fulmine (Fabrizio Cotognini). Da quella volta ci siamo resi conto che il piacere di vedere un'opera, studiarla, capirla, approfondirla con il suo creatore era una esperienza totalizzante e inestimabile per cui abbiamo semplicemente continuato a cercare.

All'inizio il nostro interesse era catturato soprattutto da opere che prendevano spunto dal Classico per ridargli nuova vita. I rimandi alla classicità che ci colpivano erano di varia natura: potevano essere nei soggetti, nei valori, nei messaggi, nelle tecniche pittoriche e nell'uso del colore.

Mano a mano, con l'aiuto degli artisti, abbiamo cominciato ad apprezzare temi e stili diversi. Quello che invece è rimasto un parametro fondamentale per spingerci a comprare è l’empatia con l’opera e con l'artista, l'innamoramento vero e proprio che ne scaturisce.

Compriamo solo quello che è in grado di emozionarci profondamente perché portare un'opera in casa significa accoglierla nella nostra intimità più profonda.

Chiara Caliceti | Collezionista

Perché SetUp?

Sotto la superficie del mondo dell’arte più “istituzionale” esiste un territorio non ancora mappato, in parte inesplorato, ma dalle possibilità infinite. Amo l’arte contemporanea e credo profondamente nella mission di SetUp: intercettare questo potenziale, andare a scovare le gemme più preziose e permettere loro di splendere in un contesto altamente valorizzante, entrando in contatto con esperti e appassionati. C’è una generazione di giovani artisti e creativi che bussano alle porte per emergere e fare sentire la propria voce. Portano nuovi colori, nuove idee. Sentono forte l’urgenza di comunicare la loro visione, con la lucidità e la “visionarietà” di chi ha già un piede nel futuro.

SetUp rappresenta, ai miei occhi, un catalizzatore. È uno spazio di espressione, un cielo carico di elettricità statica da cui scaturiscono lampi che illuminano, per brevi intensi momenti, il cammino. Pura energia in movimento.

Verso dove? Dipende da noi, ed è questa la sfida che raccogliamo. Da questo vivaio di talenti non nascono risposte preconfezionate, ma nuove domande che ci spronano a investire sulla cultura e lo scambio di idee per costruire insieme una società migliore.

La mia collezione ideale

Credo nel potenziale dei giovani, nella loro freschezza e temerarietà, nella loro fame di futuro. La mia collezione ideale, perciò, è coloratissima, ricca di energia e dirompente. Ma non è uno sterile esercizio di stile, avulso dal contesto. L’artista è parte integrante del tessuto sociale, ne interpreta gli umori e ne racconta le tensioni sotterranee, offrendo la sua chiave di lettura. Lancia un messaggio che è anche di denuncia rispetto alle derive verso cui rischiamo di dirigerci. Difende, con la sua stessa esistenza, uno spazio di pura e libera espressione e di rielaborazione del presente.

Tavole Rotonde

Fondazione Rocco Guglielmo


Glocal. Oltre Confine

Il fenomeno migratorio ha modificato e continua a modificare il tessuto sociale e demografico dei territori che conosciamo, alterando il concetto-limite di confini e frontiere. Sempre più città fanno i conti da un lato con problematiche che derivano dall’inadeguatezza dei servizi e dall’assenza di congrui provvedimenti politici; dall’altro si confrontano con la mescolanza di realtà diverse, intrecciando usanze e costumi, creando, in maniera inconsapevole, nuovi mondi.

Sugellando la sinergia proficua tra Istituzioni e operatori culturali, la Fondazione Rocco Guglielmo e Set Up Contemporary Fair propongono un progetto variegato e versatile, che si articola attraverso tre incontri, che analizzano, da molteplici prospettive e con un approccio interdisciplinare, la questione dei confini. Tre tavole rotonde e vari ospiti per affrontare il rapporto tra arte e geografia, ovvero la costruzione e l’articolazione del pensiero geografico, tra i luoghi della memoria e i non-luoghi, quale opposizione nella surmodernità tra “relazione con” e alienazione, e le frontiere nella/della rete.

Gli incontri si svolgeranno nell’ambito della fiera bolognese, nello stand della Fondazione Guglielmo, alla presenza del Presidente Rocco Guglielmo e con la curatela di Simona Caramia. 

Premi


SetUp Art Fair valorizza gli artisti e curatori under 35 presentati dalle gallerie conferendo al migliore di loro un premio acquisizione per il migliore artista e  per il migliore testo curatoriale.

La giuria è composta dal Comitato Scientifico e dal Comitato Direttivo (Simona Gavioli).

I vincitori dei Premi verranno proclamati Venerdì 1 Febbraio 2019 alle ore 20.00

Vincitore 2017

Alice Paltrinieri, Celeste

Vincitore 2018

Olmo Amato, Pittrice Giapponese

Courtesy BI-BOx Art Space

L’Associazione Tiziano Campolmi, in linea con le finalità del proprio statuto, vuole mantenere viva la memoria di Tiziano Campolmi con azioni che promuovano i talenti creativi. Dopo il successo dell’edizione 2017 e 2018, l’associazione rinnova la presenza a SetUp promuovendo il Premio Tiziano Campolmi per valorizzare il lavoro di un giovane artista che porta avanti la sua ricerca nell’ambito della fotografia. L’associazione infatti sosterrà la sua ricerca  acquisendo all'atto della proclamazione l'opera dell'artista vincitore.La selezione dell’opera avviene in due fasi; la prima con la votazione popolare attraverso la pagina Facebook e Instagram dedicata al Premio. Durante la fiera le opere candidate al Premio sono identificate con un apposito contrassegno e il pubblico può esprimere il proprio like fino alla chiusura di Sabato 2 Febbraio 2019 alle ore 24.00. Le cinque opere che hanno raggiunto l’indice più alto di gradimento sono oggetto della seconda fase di selezione da parte della Commissione giudicatrice al fine di decretare il vincitore assoluto.Selezioneranno il vincitore: una commissione composta dai soci fondatori dell’Associazione insieme alla direzione di SetUp.La proclamazione avviene Domenica 3 Febbraio 2019 alle ore 15.00. Conferisce il Premio il Presidente dell’Associazione Andrea Benericetti.

Vincitore 2017

Nicola Malnato, The Importance of Breathing: Deep Stairway

Vincitore 2018

Martina Esposito, Danae

In occasione della VII edizione di SetUp Contemporary Art Fair, nasce il Premio A.T. Cross Company per l’arte che eleggerà, fra i candidati, il migliore artista la cui opera sia realizzata sulla carta del marchio SMLT. È un’iniziativa fortemente voluta dall’imprenditore Lorenzo Motta, che è un grande appassionato d’arte e, insieme con il suo socio Marco Rossi in Santara S.r.l., ha ritenuto come la collaborazione con Simona Gavioli, presidente della rassegna bolognese dedicata alla produzione artistica contemporanea, potesse esprimere al meglio tutte le potenzialità della carta quale elemento valorizzante di un’opera.Il programma del nuovo contest si articola in due tempi. In un primo momento gli artisti produrranno le loro opere sulla carta SMLT Smiltainis, fornita loro da Santara; le opere saranno quindi esposte durante i giorni della manifestazione e segnalate ai visitatori come “candidata per il Premio A.T. Cross Company per l’arte” da un talloncino. Il momento successivo sarà quello della premiazione: venerdì 1 febbraio la commissione composta dall’a.d. di Santara e da una giuria di esperti selezionata da SetUp Contemporary Art Fair sceglieranno l’opera vincitrice.Santara acquisterà l’opera scelta e finanzierà il catalogo dell’artista premiato, che sarà edito da Il Rio Edizioni.

OFF PROJECTS 2019

Barbara Baroncini, “The way we touch the ground”, 2018,installazione video

The way we touch the ground

Barbara Baroncini

Una lunga striscia di argilla, pensata come una vera e propria scultura, viene arrotolata su se stessa in seguito alla ripetizione di un unico gesto. L'argilla è fresca e trattiene su di se tutto ciò che in contra lungo il cammino. Nel procedere la materia si aggiunge, non si sceglie né si sottrae.

Terra con terra, argilla sull'argilla, morbidezza contro morbidezza, fertilità nella fertilità.

Barbara Baroncini mostra le sue mani riprese dall'altro mentre processano il gesto ciclico della raccolta e le riporta nella video installazione presentata per Setup Contemporary Art Fair 2019. L'azione è colta nel suo procedere, non si conosce l'inizio e al contempo si esclude la fine.

L'uso improprio del materiale e le peculiarità della materia sono gli elementi coi quali Barbara Baroncini parla del suo lavoro: un lungo percorso in cui il processo e la fatica sono le componenti che contraddistinguono la dimensione del fare.

Rappresentazione del cosmo

Caterina Morigi

Il geografo bizantino Cosma Indicopleuste, vissuto nel IV secolo, colloca l’intero universo, l’ambiente in cui hanno sede tutti i corpi materiali esistenti, all’interno di un tabernacolo.

A partire da un’illustrazione medioevale di questa concezione, l’artista Caterina Morigi materializza linee e campiture in una scultura di mosaico racchiusa in uno scrigno.

L’installazione polimaterica dà forma a un immaginario, aprendo uno spazio di pensiero insieme antico e contemporaneo.

Esegesi della libertà

Luca Maria Castelli, a cura di Maria Letizia Tega

Nelle fotografie di Luca Maria Castelli è ritratta una Penelope moderna , che oggi come allora vive di contraddizioni.

La donna che rappresenta Castelli è libera, eppure imprigionata nel suo erotismo: è questa la tela che è nel contempo una salvezza e una condanna, per lei.

E se nel poema Omerico Penelope esisteva soltanto in funzione di un uomo, qui è protagonista assoluta del suo racconto.

Le immagini che saranno esposte nella Cappella di Palazzo Pallavicini sono parole di una sceneggiatura, semanticamente legate ma semioticamente indipendenti: ogni scatto è una narrazione a sé, vive di vita propria, insieme però descrivono la forte fragilità dell’eros.

I'(m) SOLA

Di e con Marina Visentini ed Elena Copelli in collaborazione con Teatro Magro

Genere: teatro - danza - movimento e parola

durata 20/30 minuti

SINOSSI CREATIVA

isola è donna che guarda l'orizzonte mentre beve un drink

è il dubbio: salutare o dormire, aspettare o andare, ridere o piangere

senza trovare soluzione

isola è l' acqua intorno, è il pesce che nuota, è la casa col cane

col cane che dorme e attende un padrone senza nome

poi alla fine il padrone non arriva

e la soluzione vien da se

SINOSSI DESCRITTIVA

La performance a cura di Marina Visentini e Elena Copelli presenta l'isola come luogo in trasformazione da meta turistica a luogo di smarrimento, fino a diventare posto sicuro e caldo. Una visione introspettiva e immaginifica della donna Penelope che si sdoppia mostrando due delle infinite parti: quella che spera e quella che non spera piu'.

Due donne parti della stessa donna bidimensionale che sdoppia il suo essere in una sequenza fisica dissociata che vive lo spazio dell'isola come limite ed opportunità allo stesso tempo nella ricerca di una identità perduta e poi ritrovata.

“Islanders”

Marta Pujades, Ricardo Miguel Hernández, Moneiba Lemes/Alby Álamo e César Schofield Cardoso, a cura di Manuela Valentini

Marta Pujades, Ricardo Miguel Hernández, Moneiba Lemes/Alby Álamo e César Schofield Cardoso sono islanders, giovani videoartisti che provengono rispettivamente da Palma di Maiorca, Cuba, Gran Canaria e Capo Verde. Attraverso il linguaggio delle immagini in movimento, essi sono chiamati a formulare risposte personali a molteplici quesiti, a partire dal fondamentale “cosa significa essere isolani?”

VISIBILE - INVISIBILE: paesaggio e confine (2018)

Francesco Bartoli, Massimiliano Moro, a cura di Anna de Fazio Siciliano e Francesco Bartoli

È con l’intento di unire in una contrazione poetico artistica la visione di Francesco Bartoli e quella di Massimiliano Moro, che nel 2018 nasce il progetto espositivo VISIBILE - INVISIBILE.

Nell’ universo creativo dei due, accomunati da un fare silenzioso, molte cose hanno il sapore dell’imprevisto, dell’incontro con qualcosa di visibilmente etereo e invisibilmente concreto: una luce scultorea che insegue la materia e si spinge oltre i confini del formato espositivo o un foglio di carta che registra ogni sfumatura della polvere del quotidiano.

Attenti alle mutazioni delle cose che li circondano, la loro ricerca cos’è se non un modo per catturare la fugacità del tempo attraverso immagini altrettanto sfuggenti ed effimere?

Il tema su cui si concentra la mostra - e attraverso il quale i due creeranno il loro dialogo - è il paesaggio e il suo confine.

Cosa definisce un paesaggio oggi? quali sono i suoi confini poetici, politici, metaforici e umani?

Queste le domande a cui Bartoli e Moro cercheranno di dare artisticamente

risposta. Il progetto concepito come “viaggio sotto pelle, sotto la superficie delle cose” è un percorso visivo in cui le luci/ombre di Moro e la carta di Bartoli, si incroceranno  – a volte fondendosi - per tracciare una serie di paesaggi metaforici e mutevoli, la cui tensione è approfondire e ridisegnare l’idea di paesaggio contemporaneo.