SetUp 2018 si svolge a Palazzo Pallavicini, in via San Felice 24, nel cuore della Bologna antica, a due passi dalle Due Torri e da Piazza Maggiore.

Il palazzo, di origine rinascimentale, è appartenuto a nobili famiglie bolognesi come i Villa, i Volta e i Marsili; nel 1557 venne acquistato dalla famiglia Isolani che, secondo lo storico Guidicini, conferì all’architettura interna del palazzo specifica dignità utilizzando l’opera degli architetti Luigi Casali e Paolo Canali, che progettò e realizzò lo scalone monumentale ed il salone con soffitto a lanterna, il più alto della città insieme a quello di Palazzo Ranuzzi.

Salone Palazzo Pallavicini (credits Filippo Guicciardi)

Intorno alla seconda metà del 1700, passò da Ferdinando Bolognetti Alamandini al Maresciallo Gian Luca Pallavicini, consigliere di stato dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa e governatore generale della Lombardia. Con Pallavicini, l’edificio diventò la sede di una corte europea, offrendo uno scenario degno di una reggia: il genovese vi intrecciò rapporti con la diplomazia internazionale, imbandì feste e banchetti, organizzò concerti e ospitò teste coronate. Nelle sale della residenza Pallavicini furono scritte pagine di storia internazionale e allacciate importanti relazioni diplomatiche. Qui passarono i protagonisti della politica del tempo, come la giovane principessa Maria Carolina d’Asburgo, il granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena con la moglie Maria Luisa di Borbone Spagna e l’imperatore d’Austria Giuseppe II.

Il figlio del Maresciallo, Giuseppe Palllavicini, divenuto proprietario dell’edificio indisse nuovi lavori e decise di trasformare il palazzo di via San Felice in un cantiere del neoclassicismo d’avanguardia, di altissimo livello, testimonianza ancor ‘oggi del gusto per l’antico di matrice settecentesca.

Da ricordare che nella splendida “sala della musica” il 26 marzo 1770 si esibì l’allora quattordicenne fanciullo prodigio Wolfgang Amadeus Mozart che a Palazzo Pallavicini tornò a più riprese e che nell’autunno dello stesso anno diede vita alle antifone Cibavit eos, Quaerite primum regnum Dei e con ogni probabilità il minuetto in Mi Bemolle Maggiore K 94.

Credits: Elisabetta Landi