Polisonum

collettivo di ricerca artistica

Presenta un’installazione interattiva a partire dalla ricerca svolta all’interno di Palazzo Pallavicini. La costellazione dei dettagli sonori emersi provoca una “ ri-significazione” dello spazio, dove ad essere esposta non è più solo la sua identità sonora in quanto spazio pubblico, quanto più quella umana, intimamente privata. Polisonum utilizza il suono come metodo e dispositivo di indagine sulle trasformazioni dei paesaggi, dei territori e delle geografie fisiche e culturali del mondo contemporaneo. Operando all’interno di diverse tipologie di spazi ponendosi in ascolto dei suoni; una vera e propria pratica sensibile dello spazio pubblico che porta il collettivo – formato da figure diverse e per questo multidisciplinare – a configurarsi come un soggetto filtrante, mediante il quale viene incanalato e memorizzato il flusso sonoro dello spazio in cui avviene la ricerca. Nella fase successiva alla registrazione, il contenuto acquisito diviene la fonte primaria per la progettazione di installazioni site-specific che sono al contempo opere e contenitori della componente sonora registrata e conservata al loro interno. Le installazioni agiscono nello spazio espositivo come opere aperte a più dimensioni contemplative, dove gli osservatori hanno la possibilità di trasformarsi in componente attiva. Un livello identitario ulteriore e per lo più celato. L’attesa e la scoperta innescano negli osservatori un processo – altrettanto attivo quanto l’interazione – che dall’udito si trasferisce verso la memoria. Inizia così una sorta di pesca dei dettagli, quegli elementi che nella fluidità dello sguardo rimangono marginali ma che la nostra mente imprime e conserva da qualche parte. (cargocollective.com/polisonum)