BREAK

a cura di Manuela Valentini

La parola chiave? Controtendenza. Una mostra che vuole rompere con la tradizione espositiva museale, con il concept dell’edizione di SetUp di quest’anno e con la tendenza curatoriale contemporanea a relazionarsi con lo spazio espositivo.
Una mostra che vuole rompere con la routine, da sempre nemica indiscussa di un’arte alla costante ricerca di novità. E se l’arte fugge l’ordinario – come già accennato – questa collettiva intende mettere in discussione anche la figura del museo, pur riconoscendone la “sacra” funzione di contenitore culturale. Non solo l’artista quindi alla ricerca della novità, ma anche il curatore che, grazie a BREAK!, propone modalità altre di fruizione delle opere d’arte: lo spettatore è coinvolto attivamente e chiamato a mettere in campo le proprie abilità per scoprire di volta in volta le opere oggetto di esposizione. Il curatore normalmente seleziona, espone e giudica. In questo caso egli non espone, ma trasporta le opere in uno spazio virtuale che incontra solo chi vuole sperimentarlo e mettersi letteralmente in gioco. Al visitatore è quindi chiesto di cercare e scoprire l’universo interiore di individui che sentono la reale necessità di esternare convinzioni, ideologie ed emozioni per mezzo di forme e colori.